Il Certificato Biologico
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"Biologico" è una parola che si legge su tutto, dallo yogurt al bagnoschiuma, e a forza di leggerla ha perso un po' di peso. Ma il certificato vero, quello rilasciato da un ente autorizzato, è un'altra cosa rispetto a un generico "naturale" scritto sull'etichetta. Dietro c'è un sistema di regole preciso, controlli annuali e verifiche. Ecco cosa significa davvero, in parole semplici, e perché fa la differenza quando compri un olio essenziale o un cosmetico.
Cosa vuol dire "biologico" per legge
In Europa la produzione biologica è regolata dal Regolamento UE 2018/848. In pratica significa: niente pesticidi e fertilizzanti di sintesi, niente OGM, attenzione alla fertilità del suolo e alla biodiversità, rotazione delle colture. Non è un aggettivo che un'azienda si attribuisce da sola per marketing: è uno standard scritto, pubblico e uguale per tutti quelli che vogliono usare quella parola. "Naturale", al contrario, non vuol dire niente di legalmente definito, chiunque può scriverlo.
Chi controlla, e come
Un'azienda biologica è seguita da un organismo di controllo autorizzato dal Ministero. Ogni anno arrivano ispezioni in campo, analisi sui prodotti e verifiche dei registri: cosa hai seminato, cosa hai usato, cosa hai venduto. Se qualcosa non torna, la certificazione si sospende o salta. È un controllo di parte terza, indipendente dall'azienda, e questo è il punto: non ti devi fidare della parola del produttore, ti fidi di chi lo verifica.
Perché conta di più per un olio essenziale
Qui c'è un motivo tecnico che pochi considerano. Un olio essenziale è un concentrato estremo: da moltissima pianta se ne ricava pochissimo. Se sulle piante ci fossero residui di trattamenti chimici, il rischio è che nel processo di concentrazione si concentrino anche quelli. Partire da coltivazione biologica certificata vuol dire partire da materia prima pulita, e per un prodotto così concentrato è un dettaglio molto importante.
Come lavoriamo noi
Coltiviamo le nostre piante aromatiche con metodo biologico certificato, a 900 metri di quota sull'Appennino modenese, a Roncoscaglia di Sestola. La distillazione avviene in corrente di vapore alle Officine Aromatiche del Frignano, nel rispetto del disciplinare. Se vuoi vedere concretamente come si passa dal campo alla boccetta, leggi come si distilla la lavanda, oppure scopri chi c'è dietro l'azienda nella pagina chi siamo.