Il Processo di Distillazione della Lavanda
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Dietro una boccetta di olio essenziale c'è una giornata di lavoro che parte dal campo e finisce nel vaso fiorentino, spesso nel giro di poche ore. La fretta non è un vezzo: è tecnica, perché l'aroma è volatile e ogni ora che passa dopo il taglio è aroma perso. Ecco come nasce la nostra lavanda, passo per passo.
1. Il taglio della lavanda
Il momento giusto è tutto. La raccolta si fa nell'ultima quindicina di luglio, quando la concentrazione di olio essenziale nei fiori è al massimo e le api hanno finito di bottinare. Si tagliano le sommità fiorite, la parte dove si concentra il profumo. Tagliare troppo presto o troppo tardi significa distillare fiori meno ricchi, e si sente nel risultato finale.
2. Il trasporto al distillatore
Appena tagliata, la lavanda va portata a distillare il prima possibile. È il motivo per cui campo e distilleria devono stare vicini: più tempo passa, più molecole aromatiche se ne vanno. Noi distilliamo nel nostro distillatore a Casine, frazione di Sestola, a 10 minuti dai campi, proprio per non perdere questa corsa contro il tempo.
3. La distillazione in corrente di vapore
Le sommità fiorite si sistemano dentro il distillatore. Una volta chiuso e sigillato, l'acqua entra nel distillatore dove l'alta temperatura raggiunta la fa diventare vapore acqueo. Il vapore d'acqua sale attraversando la massa di fiori e, passandoci in mezzo, trascina con sé le molecole aromatiche. È un metodo delicato e antico: niente solventi chimici, niente estrazioni aggressive, solo acqua e calore. La lavanda "cede" il suo profumo al vapore.

4. Il raffreddamento e la separazione
Il vapore carico di aroma sale, poi passa in una serpentina raffreddata e torna liquido. A questo punto nel recipiente di raccolta (il cosiddetto vaso fiorentino) si trovano due sostanze che non si mescolano, perché hanno densità diverse: si separano da sole, una sopra e una sotto.

5. L'olio essenziale
Sopra galleggia l'olio essenziale, la parte più concentrata e preziosa. Serve davvero molta pianta per ottenerne poco, ed è questo che ne spiega il valore. Nella lavanda i componenti principali sono il linalolo e l'acetato di linalile, gli stessi che le danno il profumo caratteristico.
6. L'acqua aromatica
Sotto resta l'acqua di distillazione, cioè l'idrolato: la nostra acqua di lavanda. Conserva lo stesso aroma dell'olio ma in forma molto più leggera e diluita, ed è gradevole sulla pelle come tonico e come spray rinfrescante. Non è uno scarto della lavorazione, come qualcuno crede: è un secondo prodotto a pieno titolo, con i suoi usi.
Un processo, due prodotti
È la cosa che ci piace di più della distillazione: dalla stessa infornata di fiori escono due prodotti diversi e complementari, l'olio concentrato e l'acqua leggera.
Il processo di distillazione é lo stesso che si tratti di lavanda, elicriso, melissa e il resto delle piante che distilliamo. Vuoi vedere le piante da cui partiamo? Ecco le nostre piante.